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Torre di Cerrano
Torre di Cerrano
La torre di Cerrano: l'antica fortezza contro le incursioni dei pirati saraceni
Torre di Cerrano

La torre di Cerrano, è una antica fortezza contro le incursioni dei pirati saraceni.

"In Piceno sunt civitates Firmum, Asculum, Pinna et vetustate consumpta Hadria, quae Hadriatico pelago nomen dedit"

Così nel VIII secolo d.C., in pieno medioevo, lo storico Paolo Diacono descriveva i centri della costa abruzzese e marchigiana, fotografando in maniera impietosa la decadenza di Atri, ricca e potente in epoca romana al punto da muovere la sua flotta da guerra contro Taranto. Nulla narra lo storico riguardo al porto, segno evidente che, se esistito davvero, era ormai cancellato dal tempo e dalla furia del mare. Fu il Cardinale di Ascoli, nel 1251, a donare alla guelfa Atri il privilegio di ricostruirlo.

E la scelta cadde sulla foce del torrente Cerrano, dove i lavori iniziarono velocemente, infatti alla fine del secolo era in piena efficienza e con tutta probabilità vi transitarono i blocchi di pietra d’Istria giunti d’oltremare per edificare la Cattedrale della città.

Nel 1447 la Serenissima flotta veleggiò verso sud con una precisa missione: devastare i porti del Regno di Alfonso I d'Aragona, ivi incluso quello di Atri a Cerrano. Gravi furono i danni subiti, sopratutto dalla torre di difesa. Nel 1516 il comune prese atto del definitivo interramento del porto e decise di ricostruirlo, ex-novo seppur più piccolo, a breve distanza. I lavori non ebbero mai principio.

Il secolo appena iniziato vide però la costa Atriana flagellata da un nemico ben più insidioso e feroce: i Turchi. Giovan Girolamo D'Acquaviva, Duca d'Atri, oppose una strenua resistenza ai predoni che giungevano dal mare. Fu infatti solo grazie a lui, e alla sua rete di punti di avvistamento, se nella terribile estate del 1556 all'Abruzzo furono risparmiate le devastazioni che flagellarono altrove le italiche coste. Di lì a breve, sotto la crescente pressione dei Turchi sua eccellenza Don Pedro Perafan de Ribera, Vicerè e Duca di Alcalà, decise di dotare la costa di un sistema di torri costiere di avvistamento e fece ultimare i lavori iniziati dal Duca d'Acquaviva, ivi compresa una massiccia postazione di guardia tra le foci del Vomano e del Piomba: la Torre di Cerrano.

Cessate le incursioni dei nemici d'oltremare la torre perse pian piano d'importanza, conoscendo nei secoli a seguire alterne vicende. Fu ceduta al marchese De Sterlich, pittoresca figura di rampollo di una nobile famiglia locale ormai prossima alla decadenza. Di lui si narra avesse abitudini a dir poco inusuali, famosa quella di raggiungere Ancona, viaggio non facile viste le strade dell'epoca, per gustare il caffè. La torre lo subì proprietario per poco, visto che i Marucci, nipoti del vecchio proprietario, la riacquistarono all'asta, per poi cederla all'inizio degli anni '80, alla Provincia di Teramo.

La Torre, ristrutturata, divenne sede di un laboratorio di biologia marina attualmente in gestione all'Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Fonte di attrazione esterna è oggi meta delle passeggiate in riva al mare vivendo momenti fra storia antica e natura.